Enrico Nigiotti: recensione concerto Milano 21 gennaio 2022

Da diverso tempo avrei voluto vedere un concerto di “Nigio”, ma per molteplici motivi prima dello scorso venerdì non ero mai riuscita.

Lui è uno di quegli artisti che indubbiamente mi incuriosisce parecchio, pur non avendomi mai catturato fino in fondo, anche se gli va riconosciuto il merito di aver fatto grandi passi nel corso degli anni e di essere maturato artisticamente in maniere evidente.

Questo tour è stato rimandato più volte a causa della pandemia; oggi Enrico decide di esserci, perchè come afferma lui stesso, andare ad un concerto di questi tempi non significa solamente “andare ad un concerto”, ma c’è molto di più… Vuol dire proprio “tornare a vivere”.

Dopo le date di Livorno, Roma, Firenze e Bologna, eccolo approdare anche al nord con il suo tour teatrale.

Il teatro Dal Verme di Milano è sempre una cornice molto affascinante, la data non registra il sold-out, ma certamente il teatro si presenta con pochi posti vuoti, ad eccezione dell’ultimo settore.

Ed è proprio prima di cantare “Corso Garibaldi” che Enrico racconta che questa canzone è stata scritta a Milano e guarda caso proprio nel corso ubicato dietro questo teatro.

Nigiotti dimostra di essere oltre ad un bravo cantautore, anche un ottimo e abile musicista, con le sue affezionatissime chitarre che sappiamo sapere suonare egregiamente fin da quando l’abbiamo conosciuto ad Amici nel 2009. Da alcuni brani presentati nel live emerge anche la sua passione per la musica blues ereditata dal padre fin da bambino.

Lo spettacolo spazia dalle canzoni più recenti contenute negli ultimi album a pezzi più datati della discografia, quelli più rappresentativi della sua carriera.

Suggestiva in particolar modo la sessione acustica in cui l’artista riesce certamente a dare il meglio di sé, per interpretazione ed intensità, mostrando la sua spiccata sensibilità di artista, solo con la sua voce, la sua chitarra e il suo mondo.

Degne di nota le interpretazioni soprattutto di “Nonno Hollywood” (brano vincitore del Premio Lunezia) e “Para el sol” (dedicata ad un amico scomparso), entrambe cantate con un’intensità rara e toccante. La prima mi ha letteralmente travolta, sopra ogni aspettativa. Grande atmosfera e forte impatto sul pubblico anche durante “L’amore è”, che rappresenta la sua canzone più conosciuta, cantata per ben due volte, una delle quali nel bis.

Se posso citare un brano a mio avviso ingiustamente assente in scaletta, segnalerei “Qualcosa da decidere”, brano portato da lui al Festival di Sanremo nelle nuove proposte nel 2015. Non un capolavoro, non una canzone da disco di platino, ma un pezzo energico che ben si presta ad un live.

In generale il valore dato alle canzoni è decisamente interessante, ma non sempre a mio avviso risulta impeccabile l’esecuzione. Spesso infatti ho notato uno scarso controllo della voce e nel complesso la struttura del live mi è parsa un po’ “artigianale” da un certo punto di vista. Ciò non significa che non sia stato piacevole o che non abbia incontrato il mio gusto, però se devo dare un parametro di misura, non l’ho trovato esattamente di alto livello.

Da segnalare in suo invito a fregarsene delle posizioni in classifica e di cantare sempre con il cuore quello in cui si crede.

Di spessore la band ad accompagnarlo sul palco, composta da:

Mattia Tedesco alla chitarra

Fabiano Pagnozzi alle tastiere

Antonio Galli al basso

Marco Fuliano alla batteria

Riportiamo la scaletta completa del concerto:

Bomba dopo bomba

Baciami adesso

Corso Garibaldi

E sarà

Highlander

Notti di luna

Complici

Il provinciale

Lettera da uno zio antipatico

Buonanotte

L’ora dei tramonti

L’amore è

Para el sol

Campari soda

La ragazza che raccoglieva il vento

Nonno Hollywood

Vito

Notturna

Tuo per sempre

Nel silenzio di mille parole

Devo prendere il sole

L’amore è

Ricordiamo che nella sua carriera Nigiotti vanta importati collaborazioni tra cui Elisa (che ha arrangiato un suo brano nei cori), Grignani e Tricarico (autori di sue due canzoni contenute nel suo primo album), Gianna Nannini (di cui ha aperto il tour nel 2015 e con cui ha duettato nel 2018 nel brano Complici).

Ha scritto inoltre brani per Laura Pausini, Eros Ramazzotti e Jacopo Ottonello.

Concludo la recensione con una frase scritta da Enrico a proposito di questo tour:

Questo tour è un bicchiere di vita, qualcosa che in questo momento va oltre la musica. Grazie a tutti voi. Il pubblico è il marito dell’arte e spero che questa storia d’amore duri tanto tempo” Grazie con tutta l’anima”

Foto di Francesco Prandoni

2 risposte a "Enrico Nigiotti: recensione concerto Milano 21 gennaio 2022"

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